
La mia carriera musicale comincia subito male: a dieci anni volevo un pianoforte, invece mio padre mi comprò una chitarra (visto il prezzo di un pianoforte, non posso certo dargli torto)
A questo punto, fatto buon viso a cattivo gioco, comincio gli studi di chitarra classica, alternando però anche momenti di rockettaggine con la chitarra elettrica.
In seguito, ho cercato di suonare (a volte con qualche risultato...) tutto quello che ha un manico e delle corde: chitarre, liuto, mandolini, banjo, bouzuki, charango, perfino una ramazza modificata all'uopo. Con tali strumenti (tenendo fuori il charango e la scopa) entro nella Nickey Nick Band, gruppo di musica tradizionale irlandese, con il quale passo una splendida seconda giovinezza, tirando tardi nei pubs tracannando birra e idromele fatto in casa.
L'interesse per la musica tradizionale mi porta nel mondo del ballo, e così la NNB si evolve in un'altro progetto, chiamato Di Terra in Terra. Successivamente, la forte voglia di suonare mentre la gente balla mi fa entrare negli Adanzé.
Da quel momento, comincio a seminare il terrore tra il pubblico cantando in varie lingue (senza in realtà saperne una) tra le quali, l’occitano, il basco, lo slovacco, il greco, il rumeno, sperando sempre che tra il pubblico non ci sia un occitano, un basco, uno slovacco, un greco (gli studenti del liceo classico si tengono a bada dicendogli che si tratta di greco moderno), un rumeno…